Il “Decreto Bollette”

La Camera ha dato il via libera al cosiddetto “Decreto Bollette”, recante ‹‹misure urgenti per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale, per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali››. L’iter legislativo si preannuncia – almeno nelle intenzioni – particolarmente veloce, stante la data limite fissata al 30 aprile 2022 per la sua conversione in legge. 

Ma quali sono le principali misure previste da questo intervento legislativo? 

  • Viene data la possibilità di realizzare impianti per autoconsumo entro 10 chilometri dall’utenza interessata. Il Ministero della Transizione ecologica, di concerto con il Mims e Mef, stabilirà entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione le procedure semplificate per la realizzazione di detti impianti, oltreché per quelli fotovoltaici, biogas e biometano, nonché per la ricostruzione di linee elettriche già esistenti. 
  • Dal 1° maggio 2022 al 31 marzo 2023 la ‹‹media ponderata delle temperature dell’aria, misurate nei singoli ambienti di ciascuna unità immobiliare per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici pubblici non devono superare rispettivamente i 19 gradi (+ 2 di tolleranza) e non deve essere minore dei 27 gradi (-2 di tolleranza)››. Il provvedimento, altresì, è diretto ad incrementare l’efficienza energetica degli impianti di illuminazione pubblica, mediante l’introduzione di sensoristica ad hoc, ammodernando o sostituendo gli impianti o i dispositivi esistenti e individuando le aree, urbane ed extraurbane, in cui applicare tecnologie più avanzate. 
  • Entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto dovrà essere predisposta dal Mite la cosiddetta “Strategia nazionale contro la povertà energetica”. In buona sostanza dovrà vedere la luce un documento contenente un programma per il raggiungimento e consolidamento nel breve, medio e lungo periodo di una politica energetica improntata all’autosufficienza del paese Italia. 
  • Vengono rafforzati i bonus sociali in ordine alle forniture di energia elettrica e gas in favore dei clienti economicamente svantaggiati ed in gravi condizioni di salute. 
  • Con riferimento al secondo trimestre 2022, si avrà l’azzeramento delle aliquote relative agli oneri generali di sistema applicate alle utenze domestiche e a quelle non domestiche in bassa tensione, per altri usi, con potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW, anche connesse in media e alta/altissima tensione o per usi di illuminazione pubblica o di ricarica di veicoli elettrici in luoghi accessibili al pubblico. 
  • Si è stabilità la riduzione al 5% dell’aliquota IVA applicabile alle somministrazioni di gas metano per usi civili e industriali relativamente ai mesi di aprile, maggio e giugno 2022. 
  • Per le imprese a forte consumo di energia elettrica che abbiano subito un significativo incremento del relativo costo, è riconosciuto un contributo straordinario sotto forma di credito di imposta pari al 20% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel secondo trimestre 2022. 
  • Fino al 30 giugno 2022, non è dovuta alcuna commissione per le garanzie rilasciate dal Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese a sostegno delle esigenze di liquidità conseguenti agli aumenti dei prezzi dell’energia. 
  • Viene aumentato di 25 milioni di euro per l’anno 2022 il sostegno finanziario per l’autotrasporto, riconoscendo alle imprese italiane di logistica e di trasporto delle merci in conto terzi, un credito d’imposta per l’acquisto del componente AdBlue per la trazione dei mezzi di ultima generazione. 
E la Sardegna?

È prevista una parziale destinazione (fino al 60%) dell’energia, ritirata dal Gse (gestore dei servizi energetici) da produttori di rinnovabili mediante contratti di ritiro e vendita di almeno tre anni, con prezzi agevolati prioritariamente a clienti industriali energivori, con particolare attenzione alle imprese localizzate in Sicilia e Sardegna. 

Questo emendamento, inserito dopo forti insistenze da parte delle maggiori isole italiane (Sardegna e Sicilia in primis) si pone in coerenza con il declamato obiettivo dei rappresentanti politici sardi di giungere ad una perfetta perequazione tariffaria, grazie alla quale consentire alle aziende che operano in Sardegna una situazione di reale competitività con quelle delle altre Regioni.

La parificazione, almeno parziale, presente nel decreto in analisi servirà a colmare in parte il differenziale tra i maggiori costi dell’energia sostenuti delle imprese sarde nei confronti di quelli sostenuti dalle imprese operanti nelle altre regioni dello “stivale”.  

Francesco Sanna, Avvocato

 

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